Destinazioni

Vado dove mi porta il vino!

E il vino può portarmi ovunque nel mondo. Può farmi attraversare l’Italia, l’Italia intera dove l’uva da vino copre il 75% dell’intera superficie vitata del Paese, con la maggiore biodiversità di vitigni autoctoni (oltre 300) e non solo, poiché l’eccellenza si estende a tutto il paniere enogastronomico se pensiamo ai prodotti tipici che si fregiano delle denominazioni DOP e IGP.
Può farmi addentrare in Europa per conoscere: i maestri di Francia e degustare i suoi vini la cui qualità non teme rivali nel resto del mondo; la tradizione vinicola della Spagna, terzo paese al mondo in termini di quantitativi prodotti; i grandi vini bianchi, i  passiti e Eiswein prodotti in Germania; e ancora il Portogallo, la Romania, l’Ungheria
Può farmi attraversare i confini e farmi guardare al Nuovo Mondo – Argentina, Sudafrica, Australia, Canada… – che sta crescendo in termini di qualità, produzione, scienza e tecnica.
Poiché, rispetto al passato, oggi il Nuovo Mondo guarda sempre di più all’Italia e alla Francia e sta immettendo sul mercato vini più semplici e leggeri, in grado di soddisfare una moderna esigenza di gusto e che ben si sposano con la gastronomia contemporanea.

Ho deciso di cominciare questo viaggio enologico proprio dal Nuovo Mondo, da uno dei paesi geograficamente più lontani dall’Italia e, forse per questo, la cui produzione vitivinicola è sconosciuta ai più.
La mia prima destinazione è stata la Tasmania (Australia), una piccola isola a forma di cuore a sud di Victoria. Il terreno ricco, l’aria pura e l’acqua pulita, nonché la dedizione e l’impegno dei viticultori fanno della Tasmania tra i produttori leader di Cool Climate Wine come Pinot Noir, Chardonnay, Riesling, Sauvignon Blanc e Pinot Gris.

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